UN PO' DI STORIA...

LA STORIA
     

Si presume che il nome Avasinis sia dovuto alle persone che estraevano l'argilla nella località chiamata Boscur, con la quale modellavano vasi, ciotole e scodelle.
La tradizione vuole che il paese sia sorto verso il Mille mentre si ha notizia dell'autorizzazione del Patriarca Bertrando (1335-1350) per la sepoltura dei morti nel cimitero locale anzichè in quello della chiesa madre di Osoppo e di un'analoga autorizzazione papale del 1439 per l'amministrazione del battesimo.

Donne di Avasinis nel 1900
La tradizione paesana
©2003 Foto Cecchini A.

 


Ma come è oggi e come si presenta questo piccolo angolo di Friuli dove molti turisti si recano, prevalentemente d'estate, per trovare un po' di tranquillità lontano dai rumori della città e per vivere in mezzo alla natura incontaminata a due passi dal Lago dei Tre Comuni?

 


Il Lago dei 3 Comuni
Il Lago dei 3 Comuni
©2003 Foto Cecchini A.
©2003 Foto Cecchini A.

Oggi Avasinis è uno di quei paesi che sembrano fatti apposta per gli appassionati: discosto dalla strada che porta al Lago, serrato e raggomitolato tra una montagna che gli toglie il sole ed una antica palude, Vasìnas che qualche burocrate ne ha addolcito il nome in Avasinis - offre solo bellezze selvagge. I due tratti di monte dove si trova incuneato l'abitato portano nomi antichi ed emblematici come Còvria e Corvàrias, e le acque principali, il torrente Leale ed il Melò, portano nomi più antichi ancora, probabilmente di origine celtica.

Ma salendo lungo la valle del Leale il paesaggio si apre, anzi si spalanca in balconate panoramiche ampie, diverse e generose di sensazioni. La montagna è costellata di stavoli: reperti, ormai quasi archeologici, di uno spento rapporto col territorio e di una civiltà che aveva come principale strumento la falce penaia e la vacca come fabbrica di alimenti.

Lo sviluppo delle zone montane avvenne verso il 1700 ed in seguito si costruirono pure le prime malghe: Cuar, Gadoria, Covria, Cuvii, Pecolaz, Pro di Steppa, lo sviluppo produttivo ed economico determinò l'incremento della popolazione del paese, tanto che tra Otto e Novecento arrivò a superare le 1000 unità.
In seguito si ebbero le prime partenze e, anche se qui rimane uno zoccolo duro di trecentocinquanta anime, oggi gran parte di questa gente risulta dispersa nei mille rigagnoli dell'emigrazione.

A chi vuole visitare Avasinis consigliamo di iniziare dalla Chiesa di San Nicolò, unica nella zona a esser stata solo lesionata dal sisma del '76 e ora completamente riparata.
Le notizie più antiche della Chiesa di San Nicolò risalgono alla prima metà del secolo XIV; solo nel secolo scorso venne modificata portandola alla condizione attuale.

La chiesa di San Nicolò
"La Gloria di Maria Santissima"
©2003 Foto Cecchini A.
pittore ungherese Mèszaros Gyorgj

Il sisma del 1976 la privò del noto affresco che ornava la navata centrale, opera del pittore gemonese Giacomo Brollo: a restituirglielo hanno pensato gli abitanti di Avasinis che, con i proventi di alcune edizioni della Festa del Lampone e del Mirtillo, organizzata dalla Pro Loco, hanno fatto rieseguire il dipinto rappresentante la Gloria di Maria Santissima dal famoso pittore ungherese Mèszaros Gyorgj nel 2000.

Merita una visita anche il monumento adiacente alla Chiesa e di recente costruzione: ricorda le 51 vittime dell'eccidio di Avasinis, trucidate da una banda nazifascista il 2 maggio 1945.

Il monumento per l'eccidio del 1945

Durante l'anno 1976 Avasinis veniva duramente colpita dal terrificante sisma che provoco' ingenti perdite in tutto il comune di Trasaghis.
In questa occasione grazie alla forza d'animo della gente del posto e all'aiuto di volontari venuti da varie parti d'Italia e dal mondo, Avasinis venne ricostruita.

Avasinis distrutta dal terremoto del 1976
Monumento al Capitano McBride


Oggi a memoria viene eretto un monumento dedicato al capitano canadese Donald George Mc Bride che con la sua vita porto' aiuto alla popolazione terremotata di Avasinis.

Descrivendo il paese oggi possiamo trovare nel paese un asilo nido che ha origini nel passato.
Il primo asilo-ricreatorio venne costruito negli anni '30 e inaugurato nel 1934, aveva serle nella attuale canonica. Negli anni '50, grazie alle elargizioni di monsignor Ridolfi, un sacerdote nativo di Avasinis nota come "il papa degli emigranti" per l'incessante opera svolta a favore delle comunita friulane sparse nel mondo, venne edificato un asilo a ridosso del monte sovrastante la strada per Alesso.

Sacerdoti nativi di Avasinis
Asilo ricreatorio
(R.g.c. Igino di Gianantonio)
(Anno 1936)

 


Ritorna alla home page

LA STORIA